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14 DICEMBRE – I LUOGHI DI FRUTTERO e LUCENTINI ILLUMINATI DALLE “LUCI D’ARTISTA” CON “MERENDA REALE”

Il prezzo originale era: 32,00 €.Il prezzo attuale è: 25,00 €.

DOMENICA 14 DICEMBRE

Al temine del Tour Narrativo, “Merenda reale” presso Gelateria Pepino in piazza Carignano.

Quota di partecipazione 25 euro a persona

TORINO LETTERARIA / Alla riscoperta dei luoghi di Fruttero&Lucentini illuminati dalle “Luci d’Artista” ne La donna della domenica, tra la Torino degli Anni Settanta e l’arte contemporanea

Ritrovo ore 15.00 Torino, Piazza dell’Arsenale

Numero minimo partecipanti 10

Esaurito

Descrizione

PROGRAMMA

Sulle orme della coppia del “giallo”, intraprenderemo un viaggio nel tempo nella Torino degli anni Settanta, alla riscoperta dei luoghi simbolo e delle atmosfere di quell’epoca, raccontati dalla sapiente penna della coppia Fruttero&Lucentini nella Donna della domenica.  Un’occasione unica di attraversare quartieri, piazze, vie della città impreziosite dalle “Luci d’Artista”, 32 luminarie che trasformano la città in una scintillante galleria a cielo aperto, da visitare con il naso all’insù.

Esplorando le strade, i palazzi, i quartieri della città e i segreti che nasconde, scopriremo come la città si sia trasformata nel corso degli anni, mantenendo intatto il suo carattere unico e la sua identità inconfondibile, la sua sabaudità.

Guidati dalle descrizioni dei luoghi e dei personaggi del romanzo, avremo l’occasione di rivivere le contraddizioni di una società in trasformazione: la Torino elegante e raffinata dei salotti borghesi, con le sue ville sulla collina e i suoi circoli esclusivi da un lato, la Torino popolare, dei mercati rionali, delle fabbriche e delle periferie in espansione. Al termine, sosta golosa per una “merenda reale” alla Gelateria Pepino, uno dei locali storici più rinomati di Torino, fondata nel 1884 da un mastro gelatiere napoletano. 

[…] Altre città regalavano al primo venuto splendori e incantamenti, esaltanti proiezioni verso il passato o l’avvenire, febbrili pulsazioni, squisiti stimoli e diversivi; altre ancora offrivano riparo, consolazione, convivialità immediate. Ma per chi, come lui, preferiva vivere senza montarsi la testa, Torino, doveva riconoscerlo, era tagliata e squadrata su misura. A nessuno, qui, era consentito farsi illusioni: ci si ritrovava sempre, secondo la feroce immagine dei nativi, al pian dii babi, al livello dei rospi. Si ripeté più volte la frase, con una specie di acre  compiacimento: sapere, e mai dimenticare, di essere al pian dii babi; nient’altro in fondo pretendeva da te la città, che poi, una volta fatta la burbera tara del creato, stabilito il peso netto tuo e dell’universo, ti spalancava, se volevi profittarne, i suoi infiniti, deliranti spacchi prospettici.

Fruttero&Lucentini, La donna della domenica, Mondadori, Milano 1972