I LUOGHI DELLA “DONNA DELLA DOMENICA” IN OCCASIONE DEL CENTENARIO DI CARLO FRUTTERO
Sulle orme della coppia del “giallo”, intraprenderemo un viaggio nel tempo nella Torino degli anni Settanta, alla riscoperta dei luoghi simbolo e delle atmosfere di quell’epoca, raccontati dalla sapiente penna della coppia Fruttero&Lucentini ne La donna della domenica. Il tour si conclude al Circolo dei lettori e delle lettrici, via Bogino 9, dove il consiglio è di visitare la mostra “Il Club Fruttero”, (ingresso libero), un allestimento immersivo, tra scritti, documenti, libri e memorabilia, per conoscere il mondo dello scrittore, “artigiano della scrittura”, come amava definirsi lui stesso. Per chi fosse interessato è possibile concludere il tour con apericena letteraria da Barney’s, prenotazione obbligatoria, non inclusa nella quota di partecipazione.
DATE DISPONIBILI:
VENERDÌ 8 MAGGIO | 16.00 – 18.30
SABATO 9 MAGGIO | 10.30 – 13.00
VENERDÌ 22 MAGGIO| 16.00 – 18.30
SABATO 23 MAGGIO | 16.00 – 18.30
VENERDÌ 29 MAGGIO | 16.00 – 18.30
Nel 2026 Carlo Fruttero avrebbe compiuto cent’anni. Per l’occasione, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori celebra la sua eredità culturale con un progetto unico, ideato e prodotto dalla Fondazione Mondadori, con il coinvolgimento diretto delle eredi Maria Carla e Federica Fruttero ( Club Fruttero )
La mostra
Al centro del progetto, dal 23 aprile al 29 maggio 2026, il Circolo dei lettori e delle lettrici ospita la mostra dedicata a Carlo Fruttero che racconta il metodo e l’immaginario di uno dei protagonisti della letteratura e dell’editoria italiana del Novecento.
Fruttero era uno scrittore, un traduttore, un curatore, un editore: scriveva, traduceva, curava, sceglieva. Attraverso libri, taccuini, manoscritti, lettere e materiali originali dell’Archivio Fruttero conservato dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori – insieme a documenti e oggetti custoditi dalle eredi – il percorso invita a entrare nel laboratorio dello scrittore: leggere per capire, scegliere per escludere, discutere per non essere neutrali.
Materiali d’archivio, testi, citazioni, oggetti e dispositivi interattivi costruiscono un’esperienza accessibile ma non semplificata, attraversata da una dimensione ironica che evita ogni tono commemorativo.
Non un’esposizione celebrativa, ma uno spazio esperienziale e partecipativo che traduce il metodo critico di Fruttero in un dispositivo contemporaneo. Una mostra in cui il pubblico non è spettatore passivo ma parte attiva.
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