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15 NOVEMBRE – DI DOMENICA – ITINERARIO CON APERITIVO NELLA TORINO “SCHIVA E INTELLIGENTE” DI ITALO CALVINO

Il prezzo originale era: 35,00 €.Il prezzo attuale è: 30,00 €.

Ritrovo ore 10.00, Villa della Regina, Strada comunale Santa Margherita 79, Torino

Quota di partecipazione 30 euro a persona

Numero minimo di partecipanti 4

Descrizione

PROGRAMMA

La passeggiata ripercorre le memorie letterarie dell’intero quartiere di Vanchiglia, dalla collina al lungo Po, tra le vie dell’antico Borgo riedificato nell’Ottocento per raggiungere la Mole Antonelliana. Al termine Extra Vermouth Experience al Caffè Elena, storico caffè torinese, in piazza Vittorio Veneto, punto di riferimento sociale e culturale per tutto il corso del ‘900. 

Nella splendida cornice della piazza ottocentesca e della collina torinese il Caffè Elena – un tempo il bar preferito da Cesare Pavese – ha conservato immutati l’arredamento e l’atmosfera discreta del primo Novecento.

L’insegna della ditta Carpano, dipinta su vetro nella lunetta della sovrapporta dell’ingresso, è un omaggio al suo fondatore Giuseppe Carpano che qui, tra il 1899 e il 1902, perfezionò la ricetta del suo vermouth, elisir di vino bianco ed erbe creato nel Settecento dal suo avo Antonio Benedetto, quel vermouth poi celebrato in tutto il mondo, e che idealmente ancora ne profuma le pareti.

“Torino ha certe virtù non dissimili da quelle della mia gente, e mie favorite: l’assenza di schiume romantiche, il far affidamento soprattutto sul proprio lavoro, una schiva diffidenza nativa, e in più il senso sicuro di partecipare al vasto mondo che si muove e non alla chiusa provincia, il piacere di vivere temperato d’ironia, l’intelligenza chiarificatrice e razionale.”

“Il pomeriggio d’un sabato, appena furono guariti, Marcovaldo prese i bambini e li condusse a fare una passeggiata in collina. Per raggiungere le pendici fecero un lungo tragitto su un tram affollato […]. A poco a poco, il tram si svuotò; ai finestrini finalmente sgombri apparve un viale che saliva. Così giunsero al capolinea e si misero in marcia.Vivo in una gelida soffitta torinese, tiro la cinghia: scrivere è il mestiere più squallido.”

Allora, usciti appena fuori di città, incominciò a capire cos’è un fiume. Anzi, già quando aveva preso con Dario la barca alla calata, aveva visto l’acqua verde e oro per il sole che ci batteva sopra, e l’aveva riconosciuto come acqua e il viavai che c’era per il fiume, di tipi in barca, molti già in costume, e ragazze in prendisole che strillavano e le sei remi dei canottieri «hop hop», che arrivavano con quella vogata che sfiora appena l’acqua, gli richiamava alla mente il mare all’epoca dei bagni, ma là era uno sguazzare sparpagliato, mentre qui è tutto un suo giù per la corrente.

Italo Calvino, I giovani del Po, “Officina”, gennaio 1957