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	<title>Tour Narrativi | </title>
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	<description>Viaggi che raccontano, Esperienze che restano !</description>
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		<title>20 SETTEMBRE &#8211; DI DOMENICA &#8211; EDMONDO DE AMICIS RACCONTA TORINO &#8211; LA CITTÀ VISTA DAL TRAM</title>
		<link>https://www.tournarrativi.it/prodotto/20-settembre-di-domenica-edmondo-de-amicis-racconta-torino-la-citta-vista-dal-tram/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 10:14:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<span style="font-size: 14pt">Ritrovo ore 10.00, Stazione Porta Nuova, Corso Vittorio Emanuele, Torino</span>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Quota di partecipazione 32 euro a persona</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Numero minimo di partecipanti 4</span></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt"><strong>PROGRAMMA</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">L’itinerario ripercorre la città con gli occhi dell’autore de <em>La carrozza di tutti</em>. La Torino di Edmondo De Amicis, che la osserva per un anno intero a bordo del tranvai, è la visione da cui si parte per indagare la Torino letteraria di fine Ottocento.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Guidati dalla mappa ideale che lo scrittore disegna della città, si andrà alla riscoperta dei suoi luoghi tra centro, quartieri, cinta daziaria. Il suo sguardo individua e mette a nudo alcuni caratteri che, allora come adesso, rendono Torino riconoscibile tra architetture, luoghi, quartieri.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt"><strong>A bordo di un tram storico</strong>, la circolare 7, progettata come un vero “museo in movimento”, sarà possibile ripercorrere una delle 15 linee di cui il “cronista” De Amicis narra il tracciato, <strong>la mitica “Linea dei Viali”</strong>, in servizio dal 1893: un unico percorso circolare lungo i grandi viali perimetrali che attraversa il centro storico passando per la stazione di Porta Nuova.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Al termine aperitivo allo storico Caffè Elena 1889, salotto di Piazza Vittorio Veneto con vista Gran Madre, per un assaggio del Vermouth della casa, la sua arma migliore<em>… “<strong>Come Parigi ha l’ora dell&#8217;assenzio, Torino ha l’ora del Vermut”</strong>. </em>Un modo per ritrovare la Torino di De Amicis e immaginare con lo scrittore anche la Torino del futuro.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt"><em>Certo, un italiano che arrivi qui con l&#8217;idea di trovare una città uggiosa, e un po’ triste, come certi stranieri la definiscono &#8211; un villaggio ingrandito &#8211; un mucchio di conventi e di caserme &#8211; deve provare un disinganno piacevole, uscendo dalla stazione di Porta Nuova, in una bella mattinata di primavera. Alla vista di quel grande corso, lungo quanto i Campi Elisi di Parigi, chiuso a sinistra dalle Alpi, a destra dalla collina, davanti a quell&#8217;infilata di piazze, a quelle fughe di portici, a quel verde rigoglioso, a quella vastità allegra, piena di luce e di lavoro, deve esclamare &#8211; è bello &#8211; o tirare almeno uno di quei larghi respiri che equivalgono ad una parola d&#8217;ammirazione.</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Edmondo De Amicis, <em>Ricordi del 1870-1871</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt"><em>Costretto a star sempre dentro al carrozzone, scopro che riescono bellissimi, all&#8217;apparire improvviso del sole, certi prospetti della città, veduti nel vano delle due porticine che li racchiudono come in una cornice oscura, trovano all’occhio come il far cannocchiale della mano davanti a certi particolari di un quadro. Quante piccole meraviglie!</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Edmondo De Amicis, <em>La carrozza di tutti</em>, 1871</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>19 SETTEMBRE &#8211; ITINERARIO CON APERITIVO TRA LE PAROLE DI NATALIA GINZBURG</title>
		<link>https://www.tournarrativi.it/prodotto/19-settembre-itinerario-con-aperitivo-tra-le-parole-di-natalia-ginzburg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:03:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<span style="font-size: 14pt">Ritrovo ore 10.00, via Morgari 11, Torino</span>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Quota di partecipazione 30 euro a persona</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Numero minimo di partecipanti 4</span></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 14pt">PROGRAMMA</span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Dalla casa di via Morgari nel quartiere San Salvario al Parco del Valentino, dalle case di via Pastrengo e corso Re Umberto alla casa editrice Einaudi, un itinerario alla riscoperta dei luoghi che hanno plasmato la vita e la scrittura di una delle voci più intense del &#8216;900. </span><span style="font-size: 14pt">Al termine <strong>aperitivo al Caffè Platti 1875</strong>, storico caffè torinese, punto di riferimento sociale e culturale per tutto il corso del ‘900. Le sue sale Liberty erano il ritrovo di intellettuali, politici, poeti e imprenditori sabaudi che amavano trascorrere qui le loro giornate parlando d’affari e politica e festeggiando le ricorrenze. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Guidati dalle parole del suo <em>Lessico famigliare</em>, che le valse il Premio Strega nel 1963, la passeggiata ripercorre la mappa che l’autrice disegna della città, dove memoria privata e storia collettiva si intrecciano per riscoprire i luoghi di una delle voci più importanti della letteratura italiana del Novecento.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Nel segno di una lingua comune, quel lessico particolare, capace di identificare in un abbraccio Natalia e la sua famiglia, si staglia viva la Torino degli anni Trenta, del conflitto, delle leggi razziali e dei bombardamenti fino al dopoguerra.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt"><em>Mi preparavo a lasciare Torino per sempre. Dicevo addio, nel mio cuore, alla casa editrice, alla città. Mi proponevo di lavorare ancora alla casa editrice nella sede romana; ma pensavo che sarebbe stato molto diverso. Quella che amavo era la casa editrice che si apriva su corso Re Umberto, a pochi metri dal Caffè Platti, a pochi metri dalla casa dove stavano i Balbo, quando abitavano ancora a Torino; e a pochi metri da quell’albergo sotto i portici, dove era morto Pavese. Amavo nella casa editrice i miei compagni di lavoro, quelli e non altri</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt"><em>Avevo nostalgia della mia città, e l’amavo molto nel ricordo, l’amavo e ne capivo il senso come forse non m’era mai accaduto quando ci abitavo, e amavo anche il paese dove stavamo adesso, un paese polveroso e bianco, nel sole del sud, larghi prati d’erba ispida e arsa si stendevano sotto le mie finestre, e mi soffiava forte in cuore il ricordo dei viali della mia città, dei platani e delle alte case, e tutto questo prendeva a bruciare lietamente dentro di me, e avevo molta voglia di scrivere.</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Natalia Ginzburg,<em> Lessico famigliare</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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