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	<title>Tour Narrativi | </title>
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	<description>Viaggi che raccontano, Esperienze che restano !</description>
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		<title>19 SETTEMBRE &#8211; ITINERARIO CON APERITIVO TRA LE PAROLE DI NATALIA GINZBURG</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:03:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<span style="font-size: 14pt">Ritrovo ore 10.00, via Morgari 11, Torino</span>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Quota di partecipazione 30 euro a persona</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Numero minimo di partecipanti 4</span></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><span style="font-size: 14pt">PROGRAMMA</span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Dalla casa di via Morgari nel quartiere San Salvario al Parco del Valentino, dalle case di via Pastrengo e corso Re Umberto alla casa editrice Einaudi, un itinerario alla riscoperta dei luoghi che hanno plasmato la vita e la scrittura di una delle voci più intense del &#8216;900. </span><span style="font-size: 14pt">Al termine <strong>aperitivo al Caffè Platti 1875</strong>, storico caffè torinese, punto di riferimento sociale e culturale per tutto il corso del ‘900. Le sue sale Liberty erano il ritrovo di intellettuali, politici, poeti e imprenditori sabaudi che amavano trascorrere qui le loro giornate parlando d’affari e politica e festeggiando le ricorrenze. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Guidati dalle parole del suo <em>Lessico famigliare</em>, che le valse il Premio Strega nel 1963, la passeggiata ripercorre la mappa che l’autrice disegna della città, dove memoria privata e storia collettiva si intrecciano per riscoprire i luoghi di una delle voci più importanti della letteratura italiana del Novecento.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Nel segno di una lingua comune, quel lessico particolare, capace di identificare in un abbraccio Natalia e la sua famiglia, si staglia viva la Torino degli anni Trenta, del conflitto, delle leggi razziali e dei bombardamenti fino al dopoguerra.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt"><em>Mi preparavo a lasciare Torino per sempre. Dicevo addio, nel mio cuore, alla casa editrice, alla città. Mi proponevo di lavorare ancora alla casa editrice nella sede romana; ma pensavo che sarebbe stato molto diverso. Quella che amavo era la casa editrice che si apriva su corso Re Umberto, a pochi metri dal Caffè Platti, a pochi metri dalla casa dove stavano i Balbo, quando abitavano ancora a Torino; e a pochi metri da quell’albergo sotto i portici, dove era morto Pavese. Amavo nella casa editrice i miei compagni di lavoro, quelli e non altri</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt"><em>Avevo nostalgia della mia città, e l’amavo molto nel ricordo, l’amavo e ne capivo il senso come forse non m’era mai accaduto quando ci abitavo, e amavo anche il paese dove stavamo adesso, un paese polveroso e bianco, nel sole del sud, larghi prati d’erba ispida e arsa si stendevano sotto le mie finestre, e mi soffiava forte in cuore il ricordo dei viali della mia città, dei platani e delle alte case, e tutto questo prendeva a bruciare lietamente dentro di me, e avevo molta voglia di scrivere.</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: 14pt">Natalia Ginzburg,<em> Lessico famigliare</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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