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14 GIUGNO – DI DOMENICA – ALLA RISCOPERTA DEI LUOGHI DI FRUTTERO&LUCENTINI NELLA DONNA DELLA DOMENICA

Il prezzo originale era: 32,00 €.Il prezzo attuale è: 28,00 €.

Ritrovo ore 10.00, Antica Tettoia dell’Orologio di Porta Palazzo, Piazza della Repubblica, Torino

Quota di partecipazione 28 euro a persona

Numero minimo partecipanti 4

Descrizione

PROGRAMMA

Sulle orme della coppia del “giallo”, intraprenderemo un viaggio nel tempo nella Torino degli anni Settanta, alla riscoperta dei luoghi simbolo e delle atmosfere di quell’epoca, raccontati dalla sapiente penna della coppia Fruttero&Lucentini nella Donna della domenica.

Esplorando le strade, i palazzi, i quartieri della città e i segreti che nasconde, scopriremo come la città si sia trasformata nel corso degli anni, mantenendo intatto il suo carattere unico e la sua identità inconfondibile, la sua sabaudità.

Guidati dalle descrizioni dei luoghi e dei personaggi del romanzo, avremo l’occasione di rivivere le contraddizioni di una società in trasformazione: la Torino elegante e raffinata dei salotti borghesi, con le sue ville sulla collina e i suoi circoli esclusivi da un lato, la Torino popolare, dei mercati rionali, delle fabbriche e delle periferie in espansione.

Il tour si concluderà con un’Extra Vermouth Experience al Caffè Elena, caffè storico di Torino, in piazza Vittorio Veneto, proprio a fianco della Casa della domenica dove Franco Lucentini visse e in parte scrisse insieme a Fruttero “La donna della domenica”. Una targa è ben visibile nell’androne del palazzo.

Nella splendida cornice della piazza ottocentesca e della collina torinese il Caffè Elena – un tempo il bar preferito da Cesare Pavese – ha conservato immutati l’arredamento e l’atmosfera discreta del primo Novecento.

L’insegna della ditta Carpano, dipinta su vetro nella lunetta della sovrapporta dell’ingresso, è un omaggio al suo fondatore Giuseppe Carpano che qui, tra il 1899 e il 1902, perfezionò la ricetta del suo vermouth, elisir di vino bianco ed erbe creato nel Settecento dal suo avo Antonio Benedetto, quel vermouth poi celebrato in tutto il mondo, e che idealmente ancora ne profuma le pareti.

 

Altre città regalavano al primo venuto splendori e incantamenti, esaltanti proiezioni verso il passato o l’avvenire, febbrili pulsazioni, squisiti stimoli e diversivi; altre ancora offrivano riparo, consolazione, convivialità immediate. Ma per chi, come lui, preferiva vivere senza montarsi la testa, Torino, doveva riconoscerlo, era tagliata e squadrata su misura. A nessuno, qui, era consentito farsi illusioni: ci si ritrovava sempre, secondo la feroce immagine dei nativi, al pian dii babi, al livello dei rospi. Si ripeté più volte la frase, con una specie di acre  compiacimento: sapere, e mai dimenticare, di essere al pian dii babi; nient’altro in fondo pretendeva da te la città, che poi, una volta fatta la burbera tara del creato, stabilito il peso netto tuo e dell’universo, ti spalancava, se volevi profittarne, i suoi infiniti, deliranti spacchi prospettici.

Fruttero&Lucentini, La donna della domenica, Mondadori, Milano 1972